lunedì 12 gennaio 2015

Noam Chomsky le 10 regole per il controllo sociale e la manipolazione mediatica

Trovo di particolare attualità le 10 "regole" postulate da Noam Chomsky, soprattutto quano il dibattito mediatico e popolare sembra assumere una sorta di pensiero unico. Al di là delle dietrologie e dei fatti che conosciamo solo come rappresentazione mediata, i cervelli non dovrebbero mai smettere di ascoltare, distinguere ed analizzare. Buona lettura



1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3- La strategia della gradualità
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.
4- La strategia del differire
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e per accettarlo rassegnato quando arriverà il momento.
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre determinati comportamenti….
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori”.
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti…
9- Rafforzare l’auto-colpevolezza
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

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Testo in Inglese:
1. the strategy of distraction
The primary element of social control is the strategy of distraction which is to divert public attention from important issues and changes determined by the political and economic elites, by the technique of flood or flooding continuous distractions and insignificant information. distraction strategy is also essential to prevent the public interest in the essential knowledge in the area of the science, economics, psychology, neurobiology and cybernetics. “Maintaining public attention diverted away from the real social problems, captivated by matters of no real importance. Keep the public busy, busy, busy, no time to think, back to farm and other animals (quote from text Silent Weapons for Quiet War ).”

2. Create problems, then offer solutions
This method is also called “problem -reaction- solution. “It creates a problem, a “situation” referred to cause some reaction in the audience, so this is the principal of the steps that you want to accept. For example: let it unfold and intensify urban violence, or arrange for bloody attacks in order that the public is the applicant’s security laws and policies to the detriment of freedom. Or: create an economic crisis to accept as a necessary evil retreat of social rights and the dismantling of public services.

3. The gradual strategy
acceptance to an unacceptable degree, just apply it gradually, dropper, for consecutive years. That is how they radically new socioeconomic conditions ( neoliberalism ) were imposed during the 1980s and 1990s: the minimal state, privatization, precariousness, flexibility, massive unemployment, wages, and do not guarantee a decent income, so many changes that have brought about a revolution if they had been applied once.

4. The strategy of deferring
Another way to accept an unpopular decision is to present it as “painful and necessary”, gaining public acceptance, at the time for future application. It is easier to accept that a future sacrifice of immediate slaughter. First, because the effort is not used immediately. Then, because the public, masses, is always the tendency to expect naively that “everything will be better tomorrow” and that the sacrifice required may be avoided. This gives the public more time to get used to the idea of change and accept it with resignation when the time comes.

5. Go to the public as a little child
Most of the advertising to the general public uses speech, argument, people and particularly children’s intonation, often close to the weakness, as if the viewer were a little child or a mentally deficient. The harder one tries to deceive the viewer look, the more it tends to adopt a tone infantilising. Why? “If one goes to a person as if she had the age of 12 years or less, then, because of suggestion, she tends with a certain probability that a response or reaction also devoid of a critical sense as a person 12 years or younger (see Silent Weapons for Quiet War ).”

6. Use the emotional side more than the reflection
Making use of the emotional aspect is a classic technique for causing a short circuit on rational analysis , and finally to the critical sense of the individual. Furthermore, the use of emotional register to open the door to the unconscious for implantation or grafting ideas , desires, fears and anxieties , compulsions, or induce behaviors …

7. Keep the public in ignorance and mediocrity
Making the public incapable of understanding the technologies and methods used to control and enslavement. “The quality of education given to the lower social classes must be the poor and mediocre as possible so that the gap of ignorance it plans among the lower classes and upper classes is and remains impossible to attain for the lower classes (See ‘ Silent Weapons for Quiet War ).”

8. To encourage the public to be complacent with mediocrity
Promote the public to believe that the fact is fashionable to be stupid, vulgar and uneducated…


9. self-blame Strengthen
To let individual blame for their misfortune, because of the failure of their intelligence, their abilities, or their efforts. So, instead of rebelling against the economic system, the individual autodesvalida and guilt, which creates a depression, one of whose effects is to inhibit its action. And, without action, there is no revolution!

10. Getting to know the individuals better than they know themselves
Over the past 50 years, advances of accelerated science has generated a growing gap between public knowledge and those owned and operated by dominant elites. Thanks to biology, neurobiology and applied psychology, the “system” has enjoyed a sophisticated understanding of human beings, both physically and psychologically. The system has gotten better acquainted with the common man more than he knows himself. This means that, in most cases, the system exerts greater control and great power over individuals, greater than that of individuals about themselves.

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Testo in Spagnolo

Las 10 Técnicas de manipulación mediática según Noam Chomsky



1 La estrategia de la distracción. El elemento primordial del control social es la estrategia de la distracción que consiste en desviar la atención del público de los problemas importantes y de los cambios decididos por las élites políticas y económicas, mediante la técnica del diluvio o inundación de continuas distracciones y de informaciones insignificantes.

La estrategia de la distracción es igualmente indispensable para impedir al público interesarse por los conocimientos esenciales, en el área de la ciencia, la economía, la psicología, la neurobiología y la cibernética. ”Mantener la Atención del público distraída, lejos de los verdaderos problemas sociales, cautivada por temas sin importancia real. Mantener al público ocupado, ocupado, ocupado, sin ningún tiempo para pensar; de vuelta a granja como los otros animales (cita del texto ‘Armas silenciosas para guerras tranquilas)”.

2 Crear problemas y después ofrecer soluciones. Este método también es llamado “problema-reacción-solución”. Se crea un problema, una “situación” prevista para causar cierta reacción en el público, a fin de que éste sea el mandante de las medidas que se desea hacer aceptar. Por ejemplo: dejar que se desenvuelva o se intensifique la violencia urbana, u organizar atentados sangrientos, a fin de que el público sea el demandante de leyes de seguridad y políticas en perjuicio de la libertad. O también: crear una crisis económica para hacer aceptar como un mal necesario el retroceso de los derechos sociales y el desmantelamiento de los servicios públicos.

3 La estrategia de la gradualidad. Para hacer que se acepte una medida inaceptable, basta aplicarla gradualmente, a cuentagotas, por años consecutivos. Es de esa manera que condiciones socioeconómicas radicalmente nuevas (neoliberalismo) fueron impuestas durante las décadas de 1980 y 1990: Estado mínimo, privatizaciones, precariedad, flexibilidad, desempleo en masa, salarios que ya no aseguran ingresos.
decentes, tantos cambios que hubieran provocado una revolución si hubiesen sido aplicadas de una sola vez.
4 La estrategia de diferir. Otra manera de hacer aceptar una decisión impopular es la de presentarla como “dolorosa y necesaria”, obteniendo la aceptación pública, en el momento, para una aplicación futura. Es más fácil aceptar un sacrificio futuro que un sacrificio inmediato.

Primero, porque el esfuerzo no es empleado inmediatamente. Luego, porque el público, la masa, tiene siempre la tendencia a esperar ingenuamente que “todo irá mejorar mañana” y que el sacrificio exigido podrá ser evitado. Esto da más tiempo al público para acostumbrarse a la idea del cambio y de aceptarla con resignación cuando llegue el momento.

5 Dirigirse al público como criaturas de poca edad. La mayoría de la publicidad dirigida al gran público utiliza discurso, argumentos, personajes y entonación particularmente infantiles, muchas veces próximos a la debilidad, como si el espectador fuese una criatura de poca edad o un deficiente mental. Cuanto más se intente buscar engañar al espectador, más se tiende a adoptar un tono infantilizante. Por qué? “Si uno se dirige a una persona como si ella tuviese la edad de 12 años o menos, entonces, en razón de la sugestionabilidad, ella tenderá, con cierta probabilidad, a una respuesta o reacción también desprovista de un sentido crítico como la de una persona de 12 años o menos de edad (ver “Armas silenciosas para guerras tranquilas”)”.

6 Utilizar el aspecto emocional mucho más que la reflexión. Hacer uso del aspecto emocional es una técnica clásica para causar un corto circuito en el análisis racional, y finalmente al sentido critico de los individuos. Por otra parte, la utilización del registro emocional permite abrir la puerta de acceso al inconsciente para implantar o injertar ideas, deseos, miedos y temores, compulsiones, o inducir comportamientos…

7 Mantener al público en la ignorancia y la mediocridad. Hacer que el público sea incapaz de comprender las tecnologías y los métodos utilizados para su control y su esclavitud. “La calidad de la educación dada a las clases sociales inferiores debe ser la más pobre y mediocre posible, de forma que la distancia de la ignorancia que planea entre las clases inferiores y las clases sociales superiores sea y permanezca imposible de alcanzar para las clases inferiores (ver ‘Armas silenciosas para guerras tranquilas)”.

8 Estimular al público a ser complaciente con la mediocridad. Promover al público a creer que es moda el hecho de ser estúpido, vulgar e inculto…

9 Reforzar la autoculpabilidad. Hacer creer al individuo que es solamente él el culpable por su propia desgracia, por causa de la insuficiencia de su inteligencia, de sus capacidades, o de sus esfuerzos. Así, en lugar de rebelarse contra el sistema económico, el individuo se auto desvalida y se culpa, lo que genera un estado depresivo, uno de cuyos efectos es la inhibición de su acción. Y, sin acción, no hay revolución!

10 Conocer a los individuos mejor de lo que ellos mismos se conocen. En el transcurso de los últimos 50 años, los avances acelerados de la ciencia han generado una creciente brecha entre los conocimientos del público y aquellos poseídos y utilizados por las élites dominantes. Gracias a la biología, la neurobiología y la psicología aplicada, el “sistema” ha disfrutado de un conocimiento avanzado del ser humano, tanto de forma física como psicológicamente.

El sistema ha conseguido conocer mejor al individuo común de lo que él se conoce a sí mismo. Esto significa que, en la mayoría de los casos, el sistema ejerce un control mayor y un gran poder sobre los individuos, mayor que el de los individuos sobre sí mismos.

Testo ripreso da http://cambiailmondo.org

mercoledì 1 ottobre 2014

Il segnale è verità. Il rumore è ciò che ci distrae dalla verità. Noi viviamo nel rumore

Nate Silver è quel che si dice un guru. Non solo perché è in grado di condurre analisi sofisticate, non solo perché ha saputo cogliere i trend elettorali delle elezioni di Obama negli Stati Uniti, non solo perché ha aperto un bellissimo sito di approfondimento che si chiama FiveThirtyEight.

Lo è perché ha divulgato il suo sapere con un libro che consiglio a tutti:

Il segnale e il rumore. Arte e scienza della previsione
che potete acquistare qui:
 http://www.amazon.it/segnale-rumore-scienza-della-previsione/dp/8860443865

In Rete si dice che vi siano alcuni problemi nella traduzione, quindi se masticate bene l'inglese leggetelo in lingua originale.
Aprirà il mondo dei numeri e del loro uso per predire e prevedere (sottile ma importante differenza) in molti campi: dal baseball, ai terremoti, al poker fino alle elezioni politiche

Non raccomando spesso un libro. Ma questo lo merita senz'altro.

E ricordiamo il titolo di questo post che ispira utto il libro (sta nel retrocopertina):

Il segnale è verità. Il rumore è ciò che ci distrae dalla verità. Noi viviamo nel rumore

lunedì 25 marzo 2013

L'economia del baratto

Prendo spunto dallo Swap Party che si è svolto sabato 23 marzo 2013 in un piccolo centro del Veneto per affrontare un tema che sempre di più cresce, anche se spesso sfugge agli osservatori. Quello dell'economia del baratto e del riuso, che a mio modo di vedere fanno rima con freno al consumismo senza soluzione di continuità e razionalizzazione delle risorse possedute.
Siamo tutti molto presi dal "nuovo", da quello che verrà e dimentichiamo quel che abbiamo, qual che non sappiamo di avere.
Faccio degli esempi che possono valere per me, ma che credo possano riguardare tante altre persone.
Informatica: quanti GB e MB abbiamo disponibili per archiviazioni vari, ma non li consideriamo? chiavette, vecchi dischi rigidi che magari dormono in qualche vecchio pc che non si usa più, devices che sonbo finiti in un cassetto perchè "superati" da nuovi devices (conosco almeno 2 persone che hanno in un cassetto polveroso 30 GB del vecchio ipod, e non lo usano più da anni perchè ora hanno un ipod nuovo oppure basta e avanza l'ìphone...)
Abbigliamento: censimento dei maglioni e delle scarpe (ma va bene anche per altre cose...). Abbondanza. Altro che guardare ai saldi. Ci sono paia da regalare a chi ne ha bisogno ed altri da consumare camminando o indossando...
Cancelleria: penne e matite abbondano, poi però alcune non scrivono più (anche perché si sarà seccato l'inchiostro per il non uso...) e altre attendono il ricambio che magari sta nella tasca dello zaino (di solito si tratta di matite)

potrei continuare con gli esempi, ma non serve. Quello che serve è rimboccarsi le maniche ed andare a scoprire quello che si ha. Altro che desiderare quello che non si ha ancora :)


martedì 26 febbraio 2013

Elezioni 2013: hanno vinto tutti

Iniziano la disamina con qualche dato:

PD 2008 alla Camera = 12.092.998 voti
PD 2013 alla Camera = 8.642.700 voti
totale - 3 milioni 450mila 298 persone che non li hanno votati più dopo 5 anni

PDL 2008 alla Camera = 13.628.865
PDL 2013 alla Camera = 7.332.121
totale - 6 milioni 296mila 744 persone che non li hanno votati più dopo 5 anni

Ma sono dettagli. Ora vediamo chi ha davvero vinto.

Hanno vinto i sondaggiari: sconclusionati, affannati, imprecisi. Ma soprattutto lontani dalla realtà. Per fortuna Ilvo Diamanti, forse per stanchezza, a sera tarda ha affermato su La7 che "non abbiamo creduto ai dati, pensando che fosse il caso di essere prudenti. Ovvero non credendo a tutte le persone che dicevano che avrebbero votato 5 stelle. Abbiamo quindi abbassato tutti quanti le stime". Non un problema dello strumento quindi (come mi faceva notare il mio compagno di scorribande statistiche, con cui notoriamente azzeccavamo di brutto le previsioni ndr), ma proprio un problema di analisti, di "esperti" che hanno corretto i dati portandoli lontano con le loro "stime".

Ha vinto il PD: perché è la forza più importante del paese (non il primo partito, ma questo non conta ora...). Una campagna elettorale spenta, esaurita dopo le primarie. Con un sospetto enorme: non si è detto sostanzialmente nulla per paura di doverselo rimangiare durante il Governo. E quindi a furia di non dire, di far immaginare una visione senza dettagli, si è scelto di obiettare alle sparate altrui per un po', e poi ci si è concentrati su alleanze, scouting, calcoli e (non in pubblico) spartizioni di poltrone. Risultato? Andate a chiederlo a Walter Veltroni....

Ha vinto il PDL: che ha perso quasi metà dei voti rispetto a 5 anni fa. Ma ha preso il doppio se non di più di quel che ci si aspettava all'inizio della campagna elettorale. E' riuscito a nascondere tante di quelle oscenità politiche ed economiche, con un animale da campagna elettorale che alla soglia degli 80 anni si professava giovane e tonico. E nessuno che gli faceva presente che fra 5 anni sarebbe forse improponibile come uomo di governo. Ma comunque ha vinto.facendo entrare in Parlamento anche personaggi davvero poco votabili. Uno su tutti Formigoni....

Ha vinto Monti: che grazie allo spin doctor di Obama è risultato un goffo burattino invece di un autorevole professore e commissario europeo. La sua vittoria è utile a non dover tornare a fare il premier subito (se fosse rimasto fuori dalla competizione, ora sarebbero tutti a bussare alla sua porta), come pure a fare il presidente della repubblica (ora se ne dovrà trovare un altro)

Ha vinto Ingroia: perchè in così poco tempo ha detto di aver tracciato una strada che non finisce qui. Lo ringrazia soprattuto Di Pietro che aveva 1 milione e mezzo di voti 5 anni fa e che ora farà il pensionato, cancellato dal Parlamento (gli altri erano già fuori da un giro),

Ha vinto Grillo: anche se in realtà la sua vittoria fa perdere tutti gli altri e quindi è una colpa. Ora si vedrà cosa sapranno fare i novelli parlamentari. E già tanti gufano che se si tornasse alle urne farà il 40% e governerà da solo. COme fosse una sciagura. Per lui? per l'Italia? per chi?

Hanno vinto Fini & Casini: perché finalmente sono riusciti a stare lontani da Berlusconi. Ma a quale prezzo.


Ha perso Giannino: è si uno doveva perdere. Eccolo è lui il nostro antieroe che si è giocato anche la carriera di giornalista... Ma se l'è davvero cercata!

domenica 17 febbraio 2013

Grlllo e M5S al 42%. Vero o tarocco?

Ed ecco che ad una settimana dal voto saltano fuori delle chicche interessanti. Mentre in Italia vige il silenzio per i sondaggi pre-elettorali, all'estero si possono diffondere i risultati in barba a qualsiasi normativa italiana. Ed allora ad una settimana dal voto arriva la "bomba": Grillo al 42%! Primo partito. Campione di 10.000 persone (quindi errore campionario bassissimo). Vero o tarocco?
Gli elementi sono scarsi per capire, ma proviamo a vedere alcuni elementi:

  • la fonte non si trova (almeno io non la trovo...). chi l'ha effettuato?
  • il metodo di rilevazione, il tipo di campionamento e il periodo di svolgimento delle interviste non si trovano
  • i dati degli altri partiti e delle coalizioni non sono stati diffusi, come pure la % della partecipazione (vero ago della bilancia questa volta)
  • un campione così numeroso si giustifica solo se serve un evidenza territoriale molto precisa, oppure si vuole avere un errore campionario molto basso. Di solito operazioni di questo tipo le fanno speculatori finanziari per scommettere in Borsa il venerdì precedente alle elezioni ed andare all'incasso il martedì sucessivo
Tuttavia....
Grillo secondo le mie valutazioni sta sopra al 20% e si sta giocando il primato con il PD. Al di là delle rappresentazioni mediatiche e di quello che avverrà alle urne. La foto di oggi dice questo. Poi si deve vedere se quelli (tantissimi) che oggi pensano di andare a votare M5S decideranno di tradurre la loro intenzione in voto sulla scheda. Mancano sempre meno giorni prima di saperlo! 


ps: non metto il link all'articolo che lancia il dato perchè secondo me è pubblicità non meritata

mercoledì 13 febbraio 2013

l'ipocrisia della legge sui sondaggi elettorali

Come annunciato fioriscono in rete i sondaggi pre elettorali camuffati.
Mi domando come possa l'AGCOM non intervenire ...
Ma come blocca un'APP perché violerebbe la legge che vieta la pubblicazione dei sondaggi nei 15 giorni prima e consente che un sito (ma ce ne saranno altri, basta cercarli) diffonda le corse dei cavalli clandestine con le quote che indicano le percentuali?
E' il paradosso del paradosso.
Perchè prima del silenzio elettorale c'era di tutto e di più, e si sa che il Garante raramente va a controllare se le interviste dichiarate sono affettivamente tutte fatte, se i metodi seguiti sono davvero corretti e se sono davvero seguiti. Mi vien da ridere. Quegli istituti che scrivono metodologia CATI-CAWI senza specificare quanti casi/interviste CATI e quante CAWI.
Ma ora, con le corse clandestine, manco quello si sa. E allora perso il brand di chi fa il sondaggio, sconosciuto il metodo, vale tutto. E quindi si realizza il paradosso...

lunedì 11 febbraio 2013

asimmetrie nei sondaggi: AGCOM?

Secondo quanto stabilito da AGCOM non si DEVE diffondere alcun risultato, stima o quant'altro rispetto alle prossime elezioni politiche 2013.
Ma il divieto non pare essere stato recepito da tutti...
Dopo la chiusura del servizio offerto dalla società triestina SWG (con cui ho collaborato, ma non più da marzo 2012, ndr), il campo dovrebbe essere chiaro a tutti. Tuttavia sul sito di Scenari politici si legge che con una cifra paragonabile a quella dell'App di SWG si potrà ricevere il "proibito" materiale.
Come mai? Che differenza c'è tra quel che ha proposto l'istituto di Trieste e quel che propone il sito?
Che ci sia qualche santo in paradiso? Che ci sia accanimento verso un attore e non verso l'altro? che ci sia ignoranza delle regole?
Qualunque sia il motivo, speriamo venga chiarito nei prossimi giorni....

venerdì 8 febbraio 2013

sondaggi: l'importanza del trend

A poche ore dal black out dei sondaggi elettorali per le elezioni politiche del 2013, vale la pena soffermarsi sull'importanza dei trend. Mutuando una celebre canzone dei Doors, si potrebbe dire "My only friend, the Trend" (invece di End).
E' un adagio che conoscono molti operatori di Borsa, che predicano il fatto di non andare contro al mercato, ma di seguire e cavalcare il trend.

E che cosa ci stanno dicendo tutti gli ultimi sondaggi?
  • M5S, ovvero la lista promossa da Beppe Grillo, è in trend positivo. Cresce. Supera di slancio il 15% e molti istituti lo danno più su, fino al 16/17%. La mia esperienza moi dice che se questo è il dato pubblicato, in realtà potrebbe essere ben al di sopra del 20% (e perché no? anche vicino al 25%). Sarebbe un terremoto, o come dice lui uno tsunami. Ma chiedete in giro alle vostre cerchie e scoprirete che 1 su 4 vi dice che sta pensando o che è già sicuro di votare M5S.
  • Italia Bene Comune, sta stabilizzando il suo consenso attorno al 30-35%, ma che ha chiuso il trend negativo. Ovviamente andrebbe capito come evolverà nelle prossime 2 settimane, ma il grafico lascia intravvedere una stabilità o addirittura un piccolo rimbalzo
  • coalizione di Centro Destra (PDL+Lega) interrompe la sua corsa in crescita e il trend pare flettere verso una quota pari al 25/28%. Ma gli annunci shock previsti da qui al voto e la centralità nell'agenda mediatica di Berlusconi, possono muovere il trend sia in salita verso quota 30% che in discesa verso quota 22/24%
  • lista Monti, ha interrotto il trend ascendente e sta inaugurando uno discendente, che comunque non dovrebbe portare la coalizione al di sotto del 12%
Le letture ovviamente non riescono ad andare fino al voto, ma l'impressione è che più dei travasi da un partito all'altro potrà la capacità di portare le persone alle urne. L'astensionismo e la sua non uniforme distribuzione, sarà infatti presumibilmente l'ago della bilancia di un'elezione che come sappiamo dipende anche in larga parte dal sistema elettorale in vigore. Quindi mentre CD e CS si concentreranno sulle "regioni chiave", il M5S avrà buon gioco in tutte le altre.
Alla prossima!

giovedì 7 febbraio 2013

il sondaggio negato

Sta facendo notizia la marcia indietro dell' AGCOM riguardo ai sondaggi durante il black out pre-elettorale.  Si tratta di un capovolgimento del parere che ion precedenza il medesimo organo aveva fornito e che quindi lascia delle perplessità.

Leggendo attentamente il comunicato stampa diffuso da AGCOM non si può non cogliere il passaggio chiave che motiva la decisione. Esso recita: "l’applicazione realizzata (...), nei termini in cui viene pubblicizzata, rende accessibile  - previo il  pagamento di un prezzo contenuto  - il risultato dei sondaggi ad un pubblico  potenzialmente  molto vasto, con inevitabili effetti di diffusione incontrollata  dell’informazione.  Questa circostanza  configura quindi un’oggettiva violazione del divieto imposto dalla legge sulla par condicio".
Alcune considerazioni:
1. il problema non è l'aver realizzato il servizio, ma i termini in cui viene pubblicizzata. Ovvero, se foste stati di bassissimo profilo e quindi l'app non avesse avuto successo si poteva fare. Invece vi siete messi a gridarlo ai 4 venti, state avendo successo e quindi ... STOP!
2. l'oggettiva violazione del divieto poteva essere rilevata anche prima. Non posso credere che non fosse stata intravista
3. non si menziona il fatto che in realtà il vero pericolo fosse un altro: l'affissione dei risultati ricevuti sull'app nei social network, dove basta avere un email fittizio e un account fittizio e i social network spalancano le porte. E poi vai a cercare il responsabile tramite rogatorie internazionali = impossibile
4. a corollario del punto 3: e se chi si prendesse la briga di pubblicare quel che sforna l'istituto di ricerca fosse modificato ad arte con un programma di editing? a questo non ci ha pensato né il garante, né l'istituto che non avrebbe potuto difendersi (altrimenti avrebbe dovuto smentire dicendo che i dati erano diversi e quindi di nuovo violando il divieto)
5. come suggerisce Camisani Calzolari inoltre sarebbe divertente capire come la medesima App rilasciata in un altro paese possa essere bloccata dall'AGCOM. Mistero

Concludendo una brutta storia che fa riflettere su una normativa che può essere vista come ingiusta (ma allora vale per tutti) o giusta. In quest'ultimo caso però va ricordato che è stata istituita quando i sondaggi pre-elettorali erano usati come delle clave per influenzare i risultati. E qualcuno era molto più "bravo" e potente degli altri a farlo. E' probabile che sia una norma da rivedere o meglio da cancellare. Altro lavoro per il prossimo parlamento.
ps: lo sanno tutti comunque che esistono sondaggi "grigi" che sostituiscono i nomi dei partiti e delle coalizioni con i nomi di cavalli inventati e relative scuderie. Ma questa è violazione della violazione e quindi non interessa nessuno (sigh)

mercoledì 6 febbraio 2013

Perchè le persone non credono ai sondaggi e come si dovrebbero fare

"secondo me sparano numeri a caso"
"sono tutti truccati"
"li fanno per avvantaggiare chi li paga".
Quante volte si sentono queste ed altre critiche ai sondaggi. In particolare quelli elettorali. E come dare torto a chi vede numeri "ballare" a secondo del giorno della settimana, dellì'istituto che li realizza e di cento altri fattori.
Anche io spesso dubitavo dei sondaggi prima di lavorare in questo settore. Sin da piccolo vedevo la mitica Doxa che rilasciava in anticipo i risultati delle elezioni. E mi dicevo "non è possibile, non ci azzeccheranno nemmeno stavolta". Ed ogni volta quasi per magia verificavo che invece ....
Poi ho iniziato a bazzicare i settore.
E ai sondaggi ho imparato a credere solo e se vengono fatti in modo appropriato. Sono uno strumento di misurazione e come tale vanno trattati.
Ma bisogna subito distinguere le 2 finalità che possono avere:
  1. una misurazione sceintifica: dove si cerca di tener conto di ogni possibile fonte di errore, dove il successo è minimizzare tutti gli errori e centrare tutte stime
  2. una misurazione a fini di marketing e propaganda: dove quel che conta è creare tramite la diffusione dei dati una modifica nella percezione dell'opinione pubblica, e sperabilmente anche una traduzione in comportamenti futuri
Voglio soffermarmi su quest'ultimi. Non credo che chi realizza questi sondaggi sia così in malafede da "truccare" i dati al punto da aggiungere o togliere punti percentuali a questo o a quel partito. Quel che credo (e chi ci lavora sa bene che funziona così) è che tra le tante simulazioni che vengono condotte, questi vanno a prendere quelle più favorevoli a chi si vuol sostenere.
Faccio un esempio banale, ma credo istruttivo: calcolare la stima dell'esito di voto in funzione della partecipazione al voto stesso, altera e di molto le stime. Se considero l'intero campione avrò un certto risultato. Se tolgo dalla stima finale coloro che dichiarano che sicuramente non andranno a votare, le stime cambiano. Qual è quella più "giusta"? A livello di base la risposta è la seconda: quella senza coloro che dichiarano di non recarsi alle urne. Ora di fattori di questo tipo ce ne sono N e sopratutto all'interno di questi fattori ci sono delle gradazioni (es: sicuramente non andrò a votare, quasi sicuramente non andrò a votare, ecc ecc).
Ecco perchè chi fa questo mestiere deve dosare bene le proprie considerazioni, ponderazioni (in questo caso non pensieri, ma procedure statistiche di pesatura), stime, modelli, ecc.
E se posso aggiungere la mia personale esperienza non sono in grado di farlo:
  • gli statistici puri cui sfugge la dimensione politica.
  • i giornalisti cui sfugge completamente la dimensione tecnica
  • i dottori in scienze politiche cui manca un po' di tutte queste competenze
  • i laureati in ingegneria, lingue, o altre materie che in realtà formano, ma non su questi temi
E allora chi? La mia risposta è: team di professionsiti con estrazioni differenti ed esperienze differenti ed un metodo di lavoro validato e basato su più metodologie di elaborazione.
E anche un pizzico di fortuna  :)

lunedì 4 febbraio 2013

and the winner is... TWITTER!

La finale del Superbowl 2013 ha un vincitore: Twitter.
Come tutti sanno 30 secondi di spot durante la finale di Football Americano sono l'investimento più "forte" che si possa sostenere in quel mercato. 110 milioni di persone sono davanti allo schermo. Sono occasioni uniche ed irripetibili. Ed i messaggi sono altrettanto importanti. non si eccede, non si spreca, non si può sbagliare.
E allora si deve risocnosce che l'analisi è facile a fronte dei numeri raccolti (vedi l'immaguine): Twitter su tutti, con un distacco abissale.

Un anno fa peraltro Twitter e Facebook erano stati citato 8 volte a testa. Quindi sostanzailemente uguali. Ora no. E facebook nel frattempo si è comperato Instagram e ancor prima è divenuta sociatà quotata. Ahi ahi Zuckenberg. La centralità è persa... Ma pure G+ accusa un colpo da KO.

Quali conclusioni trarre? Una in particolare: i grandi Brand pensano in questa fase che è su Twitter che si deve attrarre il pubblico per sviluppare dialoghi, interazioni, citazioni, insomma le famose conversazioni di cui sono fatti i mercati. In particolare quando ci sono degli eventi di rilevanza assoluta.
Con buona pace dei "grandi" social network...

venerdì 1 febbraio 2013

I sondaggi elettoriali: che passione

Sono stato intervistato da Radio Radicale a proposito dei sondaggi elettorali. Chi mi conosce sa che mi sono occupato per molti anni di sondaggi politici e che credo di conoscere come lavorano i vari istituti di ricerca (o presunti tali). Ci sono molte verità che non si possono dire, ma alcune le ho evidenziate.
Qui ne voglio aggiungere una: la preparazione metodologica di alcuni che sparano cifre a destra e sinistra è a dir poco approssimativa. Non sanno, ma tuttavia si mettono a fare gli oracoli. E' triste e soprattutto scandaloso che i media non siano in grado di selezionare i fornitori di numeri. Ecco il il link all'intervista: buon ascolto" oppure potete ascoltarla qui accanto


venerdì 11 gennaio 2013

i Poc's: giovani italiani e mondo del lavoro

In perfetto stile autopromozionale riporto l'articolo uscito a mia firma nel luglio del 2012 sulle pagine del Corriere Economia. Si tratta di uno studio comparativo ed alcune riflessioni sul mondo del lavoro negli USA e in Italia, dove il confronto tra le generazioni più giovani restituisce un quadro totalmente differente. Sia per quanto riguarda la ricerca del lavoro, che per quanto concerne le aspirazioni appare in tutta la sua drammaticità la differente percezione della realtà e delle possibilità che si possono avere.
L'articolo, ovvero i dati presentati ed un passaggio dell'analisi, sono stati ripresi nel bellissimo libro di Nicola Palmarini dal titolo "Lavorare o collaborare: networking sociale e modelli organizzativi del futuro" edito da Egea.Buona lettura!

lunedì 7 gennaio 2013

la creazione di valore condiviso

Dopo tutti questi anni a sentir parlare di "creare valore per gli azionisti" sta prendendo piede l'idea di una creazione di "valore condiviso". Ma di cosa si tratta? Una buona spiegazione proviene da questa intervista (un bel po' ingessata) di M. Porter ( si proprio lui...).
Quello che a me pare interesante citare è uno dei punti di partenza. Per troppo tempo la società ha visto il business come una specie di "rivale": il bene privato a sottrazione del bene pubblico.
E il privato ha vissuto la sua prosperità sottraendolo al bene pubblico.
Ora è l'epoca di capire che non vi è uno senza l'altro. Il dissanguarsi reciprocamente non serve assolutamente a nessuno.
Siamo davvero pronti per questo salto o son o solo discorsi di facciata? Eppure in Italia esisteva Olivetti...

venerdì 4 gennaio 2013

jOBS nelle sale ad aprile 2013

Screen Shot 2013-01-03 at 3.23.51 PMMancano pochi mesi all'uscita del film sulla vita di Steve Jobs. Negli Stati Uniti dovrebbe uscire ad aprile, mese magico per i prodotti della Mela e forse coinciderà con il lancio (se lo anticipassero) del nuovo iphone 5s.
Il film non avrà nulla a che vedere con la biografia ufficiale che è uscita in coincidenza o quasi con la morte del CEO di Apple, ma riguarderà in modo consistente la prima parte della vita professionale. Quella del mitico garage in cui i primi personal computer presero vita, senza che nessuno potesse mai immaginare il successo planetario di tutti i prodotti che sono seguiti.
Ashton Kutcher  vestirà i panni di Jobs. Staremo a vedere....

mercoledì 2 gennaio 2013

In punizione! Guarda la TV

Secondo le stime di Nielsen i giovanbi statunitensi guardano davvero poca televisione.Non ci sono i dati degli under 18, ma fa impresssione la distanza tra i 18-24 enni che guardano in media 22 ore e 32 minuti a settimana rispetto alle 45 ore e 20 minuti degli over 65.

In Italia la situazione sta andando nella medesima direzione: in un focus group che abbiamo recentemente realizzato emergeva un dato moltoi interessante all'interno delle famiglie. Vietare la televisione quale punizione massima è stato sostituito e di gran lunga dal divieto di utilizzare i social network, le chat, internet e i videogiochi. Un genitore addirittura ha "esagerato" dicendo che la punizione è costringere suo figlio a guardare la televisione.
Un'inversione di comnportamenti che deve far riflettere chi continua a credere che i palinsesti televisivi siano quelli che condizionano la vita culturale di un paese. Oramai, se si vuole "seminare" nelle nuove generazioni (che peraltro un giorno guideranno aziende, enti e governi) si deve declinare la propria proposta di contenuti in modo trasversale e pervasivo all'interno di una molteplicità di media. Forse anche per questo il declino dei magnate dell'editoria tradizionale è più che cominciata...

martedì 18 dicembre 2012

Le Valley: basta la parola?

Adesso anche Londra ha una Valley. Dopo la celebre Silicon Valley targata USA, in UK c'è la Silicon Roundabout. 60 milioni di euro di investimento da parte del Governo Inglese e tanta pubblicità. Articoli che ne parlano con toni entusiastici e lodi a Cameron.
Ma è davvero sufficiente chiamarla Valley per avere una ricetta che funzioni?
Io credo di no. Credo che dietro ad una sorta di logo (Valley) si nasconda qualcosa di molto più profondo e complesso. E' un modo di agire che avvolge e supporta l'imprenditore che vuole esprimersi. Mi correggo prima che imprenditore, forse si tratta di una persona che crede di avere un'idea da realizzare.
Ci sono ragazzi e ex ragazzi (si insomma coetanei miei o anche più "vecchi") che vorrebbero poter capire se le loro aspirazioni potrebbero avere uno sbocco. Se la loro intuizione ha la I maiuscola oppure si tratta solo di un sogno destinato a rimanere tale perché piccolo o semplicemente non realizzabile.
Non è solo questione di incubatori, di fondi europei, di supporto alle startup. Si tratta di un modello di lavoro differente, si tratta di una fiscalità differente, si tratta di un accesso a risorse e capitali differente.
Siamo ancora tanto lontani da tutto questo. Vediamo se continueremo a vedere emigrazioni verso altri paesi di valenti imprenditori/sognatori italiani (l'ultimo amico che conosco ad aver preso questa strada è Marco Camisani Calzolari, ma so che ce ne sono un altro paio in procinto...) o se oltre alle parole la nostra politica sarà in grado di realizzare dei cambiamenti efficaci.
Auguriamocelo prima di assistere alla desertificazione totale

lunedì 17 dicembre 2012

I Big Data

Spesso mi sono chiesto se davvero la paura del Grande Fratello che tutto sa e tutto controlla, sia davvero fondata. Mi sono sempre risposto che non sia così. Che nelle grandi quantità di dati, il mio profilo, le mie interazioni, i miei network siano una goccia di un oceano enorme.
Ora trovo conferma: in questo interessaante articolo. Solo lo 0,5% dei dati viene effettivamente analizzato: praticamente nulla. C'è da dire che molti dati sono pura spazzatura o sono solo ridondanza. Ma c'è anche da dire che molti potrebbero invece essere interessanti e utili. Solo che manca l'intelligenza o forse più probabilmente gli investimenti per condurre analisi di questo tipo.
Rimane il dubbio sul fatto che possano essere estratte delle informazioni "personali" che possono danneggiare un individuo: orientamenti politici, sessuali, religiosi, problemi di salute in pochi logfiles e una carriera potrebbe svanire... Su questo non ho risposta, se non sul fatto che le norme sulla privacuy devono essere stringenti e prevedere delle multe talmente salate da scoraggiare chiunque a far uso improprio dei dati

Lo studio che ha condotto IDC presenta comunque alcune altre statistiche davvero intriganti:
- la quantità di dati che cresce esponenzialemente e che potrebbe raggiungere iu 40 Zettabyte nel 2020 (secondo me anche di più). nb: 1 Zettabyte = 1.000 miliardi di GB.
-  solo la metà dei dati che andrebbe protetto lo è attualmente
- solo il 23% dei dati che vengono prodotti nel 2012 (pari a 643 Exabyte) sarebbe utile se venisse analizzato

Statistiche che interessando tutti, dovrebbero far preoccupare tutti. Ed invece se ne preoccupano solo in pochissimi, e soprattutto quelli che potenzialmente le potrebbero leggere :)

venerdì 16 novembre 2012

la civiltà non è un'opinione

Alcuni anni fa ero in vacanza nella soleggiata Sicilia. E dentro al portone di una casa ho trovato questa singolare convocazione di assempblea condominiale.
Mi fece molto ridere. Al punto di scattare una foto per immortalarla.
Ora scorrendo le vecchia foto l'ho ritrovata e sembra così di attualità. Persone arrabbiate che si insultano e danno "dinostrazione" di superiorità. A me ricorda la Politica dei giorni d'oggi. Anzi la politica con la p minuscola.Talmente minuscola che si divrebbe chiamare olitica. No? :)

mercoledì 14 novembre 2012

le tecniche proiettive applicate alla politica italiana

Il dibattito televisivo pre-primarie ha fatto emergere un tema interessante per tutti coloro i quali amano le ricerche qualitative. Uno dei quesiti posti ai candidati era in quale personaggio si riconoscevano. Essi hanno risposto una cinquina di nomi che hanno destato un dibattito intrigante e tra i commenti scelgo quello di Gramellini che trovo simpaticamente tagliente. Nota il giornalista che "De Gasperi, Papa Giovanni, Tina Anselmi, Carlo Maria Martini e Nelson Mandela sono tutti democristiani tranne forse Mandela". Al di là del merito credo sia interesante soffermarsi su alcuni punti: 
  • la domanda libera di espressione di un proprio modello a cui ci si ispira non è la medesima cosa che avviene ad esempio con la classica tecnica di identificazione con un animale
  • quando si usa una tecnica proiettiva spesso si esplicita al soggetto intervistato una serie di possibilità (di cui si ha un'interpretazione a priori) per poter comprenderne successivamente l'impatto
  • la copresenza dei soggetti e le risposte, possono influenzare anche notevolmente chi risponde dopo il primo e così via (il peggio di tutto è l'essere ultimo...) in quanto la risposta pootrebbe essere cambiata "last second" 
    • perchè qualcun'altro ha già nominato il personaggio
    • per differenziare la propria risposta 
    • per contrastare una risposta già espressa
  • la spiegazione della scelta è spesso tanto importante quanto la scelta stessa (del personaggio e/o dell'animale e/o di quel che si vuole chiedere di esperimere)
Fin qui nulla di strano. Quello che va compreso però è che l'interpretazione delle risposta non è una scienza "esatta". Conta il punto di vista del ricercatore (che non dovrebbe cercare di sostenere una tesi, ma cercare di intepretare da un punto di vista "neutrale") e contano aspetti "deboli" che però sono decisivi, quali il linguaggio non verbale, le parole utilizzate e grazie alle recenti tecniche anche le attivazioni neuronali ed emozionali. 
E' vero che nessuno dei 5 candidati ha nominato un esponente di sinistra (come nota Gramellini), ma è anche vero che non sappiamo se la domanda era nota prima delle trasmissione ai candidati (e quindi non vi è nulla di spontaneo, ma molto di preparato) innescando analisi che attingono ad altri parametri. Infine le interpetazioni non possono e non debbono basarsi solo sul significante, ma anche sul significato delle risposte. Concordo che sono figure sufficientemente equilibrate per poter piacere a tutti (o a molti), ma potevamo aspettarci  qualcosa di differente?

lunedì 12 novembre 2012

I sondaggi elettoriali sbagliati Obama 2012

Al termine dell'estenuante campagna elettorale USA per le presidenziale si contano gli sconfitti: il primo è lo sfidante Romney, ma anche i maghi dei sondaggi escono con le ossa rotte. Perché?
Molte persone se lo chiedono ( e me lo chiedono) e allora cerchiamo di capire alcune possibili motivazioni:
  1. Negli Stati Uniti (ma ahimé anche in Italia) il mestiere del ricercatore di mercato in campo politico è una professione che sta accogliendo tra le sue fila persone che non sono sufficientemente preparate. Spiace dirlo, ma è così. Si pensa che basti avere un "campione rappresentativo" e questo per magia sia in grado di produrre dei dati e delle stime affidabili, secondo le "leggi" della statistica (che peraltro molti ignorano...). Sebbene possa non essere il primo punto ho voluto inserirlo al primo posto :)
  2. i canali di rilevazione (telefono fisso, cellulare, internet) stanno dimostrando una endemica difficoltà nel riuscire a comporre un campione rappresentativo degli elettori USA, sia per la difficoltà di distribuzione e stima delle categorie da tenere sott'occhio (sesso, età, grado scolare. razza, iscrizione al voto, probabilità di andare a votare)
  3. i modelli statistico/elettorali: in elezioni ad alta densità di cambiamento (come possono essere state potenzialmente quelle USA e come saranno sicuramente le prossime politiche in Italia) cercare di utilizzare dei modelli che tengano conto di quanto avvenuto in passato può essere un errore molto grosso (vedi il caso italiano quando scese in campo Berlusconi, che per mesi venne dato al 5% in Italia quando poi prese una percentuale ben al di sopra del 20%)
  4. le dinamiche di coinvolgimento: alcuni noti pollster hanno dichiarato di non poter tenere conto degli effetti last minute (ovvero last Days) delle campagne. E qui entra in gioco anche il tema economico: per seguire in modo stretto questi fenomeni servono investimenti importanti negli ultimi giorni di elezione, per poter intervistare decine di migliaia di elettori in poche ore
  5. l'integrazione quali-quantitative: mi sembra sia mancata. Una volta c'era Zogby con il suo "misterioso" metodo. Ora emergono i successi di chi ha studiato i sondaggi realizzati dagli altri più che averne fatti di suo (Nate Silver su tutti)
  6. i dati provenineti da fonti "alternative" quali i tweet, i post sui social network, i finanziamenti delle persone, delle banche, i pronuniciamenti di wall street, le borse, gli indici di disoccupazione, le scaramanzie (ne ho lette centinaia). Questi "segnali deboli" sono troppo instabili e manipolabili a vantaggio di chiunque per rappresentare una base certa per costruire delle stime. Possono essere dei dati a supporto, anche ottimi. Ma per ora solo a supporto
In conclusione un grande avvertimento all'opinione pubblica italiana che in questi mesi verràa alimentata da dati di previsione elettorale di ogni sorta: cautela nell'accoglierli, valutazione della professionalità e dell'indipendenza di chi li produce e diffonde, controllo delle fonti (canali utilizzati, numerosità campionarie, ecc). Una buona ricetta che comunque può essere fallace (giusto per non dare troppe certezze....)

martedì 12 giugno 2012

Il contrabbando di Fan e Follower


Grande risonanza sui media è stata data (giustamente) alla “scoperta” che esiste un mercato di fan e follower a livello mondiale. L’ha denunciato in Italia Marco Camisani Calzolari, che prima con un’intervista al Corriere, e successivamente con la pubblicazione di un’inchiesta, ha svelato l’insvelabile. Ovvero che molte aziende (ma probabilmente anche molti profili di personaggi famosi) sono zeppi di follower e fan che null’altro sono che pezzi di codice o software. Non sarebbero cioè persone reali interessate ai contenuti veicolati sui social network, ma profili finti che servono ad ingrossare artificialmente le fila dell’audience digitale di un brand al fine di mostrare i muscoli ad una platea poco attenta. Chi lavora in questo campo sa che, pur non disprezzando un’audience corposa, sono altri i parametri che debbono interesssare, primo fra tutti il livello di engagment. 
Secondo alcuni osservatori considerando le strategie di marketing di alcune grandi aziende, non sarebbe un problema di correttezza, ma di risposta a richieste di management ancora impreparato alle sfide digitali.
Secondo altri invece grossa responsabilità di questo fenomeno va attribuito alle agenzie che promuovono questi servizi per apparire efficienti agli occhi dei propri clienti.
Sbagliato o meno il sistema è inquinato e questa consapevolezza deve essere fatta propria al più presto nei dipartimenti marketing delle aziende. Per poter scegliere consapevolmente le proprie strategie.

mercoledì 6 giugno 2012

Apple cerca una propria mappa del tesoro


Il divorzio tra Google e Apple è una lenta agonia fatta di schermaglie e di assestamenti progressivi. Ma ora sembra che vi sia un’accelerazione notevole, coincidente con l’imminente annuncio di un nuovo servizio di geolocalizzazione e mappe powered by Apple. La nuova applicazione pensata in primo luogo per i dispositivi mobili, ovvero iphone, ipad e ipod, consentirebbe di svincolarsi dal mai troppo amato Google Map, che ha avuto l’indubbio merito di aprire un’orizzonte di business molto rilevante. Ma la decisione del colosso di Mountain View di perseguire una strategia indipendente sia tramite il sstema operativo Android, sia con l’acquisizione di Motorola, ha fatto diventare agli occhi dell’azienda di Cupertino, un partner prestigioso nel lontano 2007 in “breve tempo” in un concorrente temibile. 
Secondo alcuni osservatori, anche prima dell’acquisto da parte di Google di Motorola, le strade delle due aziende era destinata a separarsi, ed anzi, molti attribuiscono alle capacità di Steve Jobs un fidanzamento altrimenti impossibile.
Secondo altri invece si tratterebbe della naturale evoluzione della galassia internet che sta per entrare nel terzo tempo, ovvero quello in cui la partita si giocherà esclusivamente sul terreno dei mobile e dei servizi in movimento.
Cresce nel frattempo l’attesa per la nuova Apple app che offrirà al mondo intero una esperienza di navigazione su mappe. Sarà ancora una volta una rivoluzione?

lunedì 28 maggio 2012

US Government Open Data nelle tasche dei cittadini


"I cittadini statunitensi meritano un governo che lavora per loro in qualsiasi momento, ovunque e con qualsiasi dispositivo" è l’Obama pensiero che rivoluziona il rapporto tra cittadini e burocrazia a stelle e strisce. Il Presidente degli Stati Uniti infatti ha emanato una direttiva relativa al programma Digital Government: Building a 21st Century Platform to Better Serve the American People, in cui prescrive (e ordina!) a tutte le agenzie federali il rispetto del principio dell'open data. Quest’ultime devono predisporre opportune procedure per isolare i dati utili ai cittadini e renderli disponibili, con particolare attenzione ai devices mobili. 
Secondo alcuni osservatori il principio lanciato da Obama dovrebbe diventare parte della Costituzione in quanto garantisce un diritto universale che dovrebbe caratterizzare tutte le moderne democrazie mondiali.
Secondo altri la realizzazione di un simile programma, oltre ad essere titanico, può rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale, in quanto offre a chiunqye la possibilità di conoscere dettagli sin troppo approfonditi con un semplice accesso da smartphone.
Restano scolpiti nella pietra (? o nel web?) i 5 principi sanciti da Obama e il suo staff: 
  1. tutte le informazioni dovranno essere disponibili secondo il principio dell'open data
  2. il servizio deve essere attivo sempre 
  3. i servizio deve essere accessibile da qualunque dispositivo
  4. tutti i dati dovrebbero essere accessibili anche tramite apposite API, in modo da porterli interfacciare con altre applicazioni e/o siti
  5. è obbligo lampliamento dell'impiego dei social network sia per l'accessibilità dei dati, sia per ampliare la partecipazione dei cittadini tramite questi canali. 
In Italia, queste cose per ora sono più o meno fantascienza.

martedì 22 maggio 2012

AAA vendesi Fan & Follower: e le statistiche?

Nell'Italia digitale che "conta" è scoppiata la polemica sui "conti" :)
Camisani Calzolari (che ama definirsi innovative disruptor) ha gettato lo scoglio (era più di un sasso) nello stagno digitale della penisola dicendo che secondo lui l'80% dei follower (twitter) e fan (FB) sono inesistenti. Ovvero profili che vengono utilizzati per far crescere numeri che restituiscano a marchi e personalità il senso del loro successo sulla Rete. La questione è stata affrontata in modo esagerato dal Corriere (che fa il suo mestiere di amplificatore di notizie, ma che dovrebbe imparare a citare le fonti in modo corretto) e il dibattito ha alzato immediatamente il tiro. 
I commenti al post di Marco Camisani Calzolari sono stati numerosissimi e le accuse di aver reso un cattivo servizio al marketing digitale è stata la critica più ridicola che ho letto. Cerchiamo di capire alcuni perché:

a. perché quando presentiamo un progetto se puntassimo solo al numero di fan sarebbe un gioco da ragazzi usare questi strumenti, ma non staremmo rendendo un servizio al cliente (che ci paga) ma a noi stessi

b. perché ci sono agenzie e società che millantano numeri come quelli citati che fanno addirittura più del 80% di fake fan e follower

c. perché non solo la dimensione, e nemmeno solo il coinvolgimento dei fan, sono sufficienti ad una campagna di marketing digitale

d. perché tenere nel buio delle cantine l'officina dei numeri è solo un modo per fingere (a tutti i livelli)

Ed allora io rilancio:

1. Che mi dite di Facebook Insight che è a dir poco uno strumento che genera numeri a caso? 

2. Che mi dite di alcune incongruenze macroscopiche che partorisce Google Analytics?

3. Che mi dite dell'assenza di statistiche di G+?

lunedì 21 maggio 2012

SURFER: La ricerca e la ricerca della ricerca con Google


Si chiama Knowledge Graph il nuovo servizio che Google ha introdotto quale aggiunta ai celebri risultati di ricerca che da anni offre gratuitamente al mondo della Rete. Ad affiancare Page Rank, l’algoritmo che rappresenta il cuore di Google, si affiancheranno quindi, sul lato destro della pagina altri risultati “contestuali”. Essi sono basati sull’associazione di parole chiave con i risultati ricercati (o presunti tali) da parte dei navigatori, offrendo un panorama più completo, o quantomeno più vasto di risposta. Il servizio che per ora funziona solo negli Stati Uniti si basa sul gigantesco archivio che Google ha a disposizione grazie alle interazioni di ricerca di più di 10 anni.
Secondo alcuni osservatori si tratterebbe della più colossale operazione di data mining mai concepita e realizzata, resa possibile oltre che dalle menti illuminate di Mountain View dalla potenza dei processori e dalla memoria sempra più estesa dei server.
Secondo altri invece si intravvedono tutti i pericoli connessi alla creazione di Big Brother in grado di indirizzare a proprio piacimento i gusti e le preferenze di milioni di utenti.
La svolta di Google segue un tentativo analogo compiuto da Bing per cercare di erodere quote di mercato al leader. Ma al di là della motivazione commerciale, il nuovo modo di concepire i motori di ricerca sembra davvero aver segnato un passo decisivo.

venerdì 18 maggio 2012

cambiare l'ordine degli account su thunderbird


Ogni qualvolta si crea un nuovo account di posta elettronica su Thunderbird, esso assegna un ID cronologico, pertanto se si crea un account "per noi importante dopo un account meno importante, questo verrà posizionato nella barra sinistra sotto l'altro creato precedentemente. Per ovviare a questo problema ovvero spostare l'account più in alto per essere più visibile degli altri meno importanti, Thunderbird non permette nessuna modifica alla lista. Ho "spulciato" anche gli addons ma nessuno di questi faceva al mio caso.
Allora mi sono tirato su le maniche e sono andato a guardarmi i file di Thunderbird e dopo qualche prova sono riuscito a risolvere il problema.
Il file da configurare è prefs.js in

%SYSTEM%\Documents and Settings\%USER%\Dati applicazioni\Thunderbird\Profiles\xxxxxxxx.default

Apritelo con un editor di testo, individuate la righa che inizia con:

user_pref("mail.accountmanager.accounts", "account1,account2,account3,account4,account5");

dove account1, account2, etc., sono i vostri account così come compaiono nella lista a sinistra di Thunderbird.
Individuate l'account a cui volete cambiare posizione nella lista e tagliate e incollate accountX prima o dopo nella riga sopra indicata.
Per esempio se il quindo account creato voglio che compaia come primo modificherò la righa in questa maniera:

user_pref("mail.accountmanager.accounts", "account5,account1,account2,account3,account4");

grazie a http://lnx.carbonifera.it/cianaweb/index.php

lunedì 14 maggio 2012

SURFER: Propellente per Cellulari


La nuova frontiera del caricabatterie del cellulare passa per il butano. E’ in avanzata fase di progettazione un nuovo dispositivo piccolo quanto un hard disk da 2,5‘ contenente delle celle di combustibile destinate ad avere una durata di circa due settimane, pario a 14 ricariche complete di un normale i-phone. Il prezzo è ancora top secret, ma il ricambio dovrebbe aggirarsi attorno ai 2 euro, rendendo quindi la ricarica conveniente. 
Secondo alcuni esperti viene spesso sovrastimata la possibilità di avere una ricarica sempre a disposizione, in considerazione del fatto che un utente medio è immerso in un mondo in cui le risorse elettriche sono molto disponibili.
Secondo altri invece, oltre ad una nicchia di mercato cui potrebbe essere indispensabile, come ad esempio durante un’escursione in montagna di più giorni, l’utilizzo potrebbe diventare molto diffuso, a patto che i sistemi di sicurezza del dispositivo siano all’altezza.
Un mondo sempre più always on e always connected invita i suoi utenti ad essere sempre disponibili e “accesi” e per fare questo ad avere le batterie sempre cariche. Ma è davvero così grave se per qualche ora il cellulare resta spento per batteria scarica? 

Surfer su "Il Mondo" - end of story

Come tanti sanno ho tenuto come ghost writer per tanti anni la Rubrica SURFER su "Il Mondo" edita da RCS. Dopo talmente tanti anni in cui ho prima collaborato, poi co-firmato ed infine scritto dietro alle quinte i "mitici" 1350 caratteri (poche volte rispettati), mi hanno comunicato di aver tagliato lo spazio. Il mondo cambia ed è giusto che anche le rubriche cambino.
Tuttavia il lunedì mattina era diventato un appuntamento fisso. E mi sono detto che potrebbe essere carino proseguire qui, senza interrompere la tradizione. Vediamo se ce la faccio.... :)

martedì 27 marzo 2012

contactless payment

con colpevole ritardo ho letto questo 'interessante articolo dell'amico Paolo Barbesino sui sistemi contactless di pagamento e la loro "eventuale" diffusione in Italia. Lo scriveva 2 anni fa (diedi una mano nell'elaborazione dei dati peraltro) e si sta verificando quel che scrisse. L'articolo riconsoceva tutti i limiti di sistema italiano rispetto ad esempio a quel che accade in Giappone, dove peraltro questo mondo è stratosfera pura. Una lettura da fare, insomma

mercoledì 21 marzo 2012

twitter e la diretta web

la polemica scatenata da Michele Serra è come al solito drogata da posizioni preconcette dei fan della rete e dei suoi detrattori. Serra sostiene che 140 caratteri sono pochi non solo per esprimersi ma anche per ragionare in modo completo. E' sacrosanto. Merita soffermarsi un attimo su questo. Davvero si può pensare che twitter possa essere luogo di riflessione e ragionamento? è più o meno un surrogato di u occhio sul display con tanti sms in arrivo.
E'  soprattutto un formidabile strumento di diretta web. Un flash che non ha memoria. E anche se a posteriori (o in real time) si cerca  di fare di tutto per analizzare i tweet, l'impresa è ancora molto ardua per limiti strutturali di lingua, ironia da decodificare, acronimi e quant'altro si riesce a mettere in quelle brevi stringhe di testo.
Anche Facebook sconta l'assenza di una memoria ancorata agli eventi. Si può scorrere il diario di una persona, ma appare tutto decontestualizzato. Come se quel che ora è fresco ed intuibile, già tra qualche giorno si perderà in un mare magnum di rumore assordante di ripetizioni infinite. E anche gli altri social network appaiono simili in questo.
Quindi forse ancora una volta non è lo strumento in sè ad essere inadegutao, ma la sua interpretazione. Twitter, FB, G+ e tutti gli altri sono ottimi strumenti di diretta e poco più. Se si resta in questo ambito, i Social Network non tradiscono alla loro funzione. Con buona pace dei vecchi siti vetrina di un tempo....

martedì 20 marzo 2012

gamification

DA poco ha un nome. Da molto tempo ne conoscevo le potenzialità. Si chiama gamification. Ovvero la trasformazione di un compito in un'attività che assomiglia ad un gioco ( o lo è in tutto e per tutto) ma con fini educativi o altri fini. Ad esempio nel mondo delle ricerche di mercato è un filone tutto nuovo che sembra dare grandi soddisfazione a chi  lo utilizza. http://prezi.com/2dn_iwdm9rvw/survey-gamification/ a questo indirizzo una presentazione che illustra alcuni di questi vantaggi. Tuttavia credo che una riflessione vada fatta.
Anni ed anni a cercare la standardizzazione delle misure ... e all'improvviso si cerca di creare un ambiente di intervista divertente e quantomeno interpretabile. Un esempio (banalizzato). Viene consigliato di chiedere invece di "qual è il tuo abito elegante prefertito" qualcosa del tipo "se dovessi sposarti che abito elegante indosseresti?". Ora e se io sono contrario al matrimonio? oppure se per mia religione fossi "costretto" ad indoissare alcuni capi invece di altri? e così via.
Tuttavia è un trend che non  va trascurato. Se non altro perchè rtende le interviste meno "pesanti", e perchè se prende piede, farà sembrare le interviuste tradizionali ancora più "pesanti"...

mercoledì 14 marzo 2012

lead generation attraverso i social network

Lo studio realizzato da HubSpot basato su più di 4000 case history da loro seguite cerca di dimostrare che l'uso dei social network e dei blog (se ne parla sempre meno...) possono essere decisivi nella lead generation. Ora, la tesi è valida. La dimostrazione secondo i loro dati secondo me è un po' banale, se non addirittura un ossimoro. Più fai, più ti vedranno. E vabbè, tutto fa brodo: Se volete l'intero report ve lo potete scaricare

giovedì 8 marzo 2012

Della competenza

ormai è una litania: manca la competenza. In ogni luogo di lavoro, in ogni organizzazione, in ogni decisione importante. Altro che paese dei commissari tecnici. Siamo nel paese dei tuttologi. In ogni campo ed in ogni settore. Creativi che fanno gli operativi. Operativi che vorrebbero dirigere. Dirigenti che criticano gli spazzini. Spazzini che ghignano e la sanno lunga. Ma sempre e comunque contro un sapere che non viene riconosciuto. Come un pregiudizio. Come una constatazione di impossibilità. E la misura serve sempre meno a misurare. serve sempre di più a minacciare e far modificare in barba alla linearità delle decisioni da prendere.
Ma tant'è. Qui siamo. e qui dobbiamo costruire. auguri

mercoledì 7 marzo 2012

l'influenza dell'adv mobile

Sempre più smartphone nelle mani e nelle tasche e sempre più punti di contatto potenziale con l'audience per chi investe in adv diretto. Nielsen ha studiato l'effetto di questo tipo di pubblicità sui consumatori in 4 paesi: US, Italia, Germania e UK. I risultati potrebbero essere molto interessanti, ma io non ci credo.
Perché direbbero di un'utenza italiana superiore a quella statunitense in quasi tutti gli aspetti riguardanti gli acquisti online. Direbbero che gli italiani comperano online molto di più dei pari statunitensi possessori di tablet e anche di smartphone. Direbbero che gli italiani si informano tantissimo in rete prima di acquistare. E dai! non è così. Lo sappiamo. Non abbiamo nemmeno strumenti avanzati come quelli che si hanno sul mercato americano di comparazione dei prezzi, di geolocalizzazione delle offerte più scontate, di ricerca di ecoupon contestuali. Però lo dice Nielsen....